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LA VERITÀ

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«Che cos’è verità?», chiese Pilato e, dal tono della sua voce, si desumeva che era vano ricercarla. Se non vi fosse una guida autorevole verso la conoscenza di Dio, dell’uomo e del mondo, Pilato avrebbe avuto ragione. Non vi è, però, bisogno di brancolare nel buio e nello scetticismo, perché vi è il Libro, «gli Scritti Sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù».

RIVELAZIONE DESIDERABILE
L’Iddio che ha creato l’universo deve essere un Dio di sapienza ed un Dio di sapienza avrà certamente uno scopo per le Sue creature. Negligere questo scopo sarebbe follia e sdegnarlo sarebbe peccato. Ma in qual modo si può conoscere con certezza lo scopo divino? La storia ci prova che l’umanità perviene a conclusioni molto diverse e che molte persone addirittura non arrivano a nessuna conclusione, l’esperienza ci insegna che il problema non può essere risolto solamente con lo studio. Alcuni non hanno tempo per dedicarsi a questo problema; altri, anche se lo desiderano, non ne hanno la capacità e rimangono sempre dubbiosi e incerti. I filosofi possono costruire delle scale di pensiero nel tentativo di arrivare alla verità celeste, ma anche la scala più lunga risulterà sempre troppo corta: «II mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza (filosofia)» (1 Corinzi 1:21).  Le verità che mostrano all’uomo come passare dalla terra al cielo, devono scendere dal cielo alla terra: in altre parole, l’uomo ha bisogno di una rivelazione.

RIVELAZIONE LOGICA

Nella natura abbiamo una rivelazione di Dio che può essere afferrata per mezzo della ragione. Ma quando l’uomo è legato dal peccato ed aggravato nell’anima sua, la natura e la ragione non hanno la capacità di dargli luce e sollievo. Lasciamo testimoniare gli uomini della ragione. Kant, uno dei maggiori pensatori di tutti i tempi, disse: «Fate bene a basare la vostra pace e la vostra pietà sugli Evangeli, perché solo in essi è la fonte delle profonde verità spirituali, dopo che la ragione ha esaurito le proprie possibilità». Un altro grande filosofo, Hegel, quando si trovò sul letto di morte non volle che gli fosse letto altro libro all’infuori della Bibbia. Egli disse che se avesse potuto prolungare la sua vita, avrebbe fatto di questo libro l’oggetto del suo studio, perché trovava in esso ciò che la ragione non poteva scoprire.  Se, come crediamo, vi è un Dio buono, è logico pensare che Egli conceda una rivelazione personale di Sé alle Sue creature. David S. Clarke scrive:

Non possiamo concepire che un padre terreno si nasconda in perpetuo dal suo figliuolo e non abbia mai comunione con lui. Nemmeno possiamo concepire che un Dio buono sottragga la conoscenza del Suo essere e della Sua volontà alle creature fatte alla Sua propria immagine. Iddio ha creato l’uomo capace e desideroso di conoscere la verità delle cose.  Potrebbe Egli rifiutare una rivelazione che aiuti a soddisfare tale desiderio? L’antica mitologia greca ci racconta della Sfinge,che poneva enigmi ai passanti ed uccideva quelli che non sapevano risolverli. Un Dio saggio e pieno d’amore certamente non permetterà che l’uomo perisca per mancanza di conoscenza, poiché questi è incapace di comprendere da solo l’enigma dell’universo.

TRATTO DAL LIBRO: “Le Dottrine della Bibbia”, Autore: Myer Pearlman, © Adimedia

Scritto da oliramo

febbraio 6, 2009 a 2:51 pm

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